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RifDay

Banca Ifis, l‘istituto di credito che ha acquisito la maggioranza delle quote di Credifarma, la società finanziaria dei farmacisti, ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2018, chiuso con un utile netto di 37,85 milioni di euro, in aumento del 15,8% rispetto ai 32,69 milioni contabilizzati nei primi tre mesi dello scorso anno.

Il risultato della gestione finanziaria, riferisce il sito soldionline.it,  è salito del 26,7%, passando da 101,38 milioni a 128,42 milioni di euro, mentre il margine di intermediazione è cresciuto del 34,6%, passando da 103,54 milioni a 139,38 milioni di euro.

Il dato ha beneficiato in particolare dell’eccellente performance del settore NPL, che ha sfruttato la velocità nel trasformare posizioni deteriorate in posizioni paganti tramite canali di gestione e database proprietari.

A fine marzo i crediti deteriorati lordi del settore imprese erano pari a 1,19 miliardi di euro a fronte di rettifiche di valore pari a 845,6 milioni, con un coverage ratio del 71,2%.

Sempre a fine marzo il Common Equity Tier 1 era pari al 15,49%, dal 15,64% di inizio anno, sulla base di un patrimonio netto di 1,41 miliardi di euro.

I risultati sono stati commentati con soddisfazione dai vertici di Banca Ifis. “Liquidità e patrimonio in continuo rafforzamento permettono alla Banca di sostenere un’ulteriore crescita nei mercati di riferimento” ha affermato in una nota l’AD dell’istituto di credito Giovanni Bossi (nella foto).Per quanto riguarda le piccole e micro-imprese, nonostante il miglioramento della fiducia dei consumatori e delle aziende registrato nel trimestre, il credito bancario tradizionale si è ulteriormente contratto” ha aggiunto Bossi, spiegando che la riduzione è comunque bilanciata “dalla continua ricerca da parte degli imprenditori di forme alternative di finanziamento tra cui nuovi capitali. Nel segmento imprese in cui operiamo, la riduzione del tradizionale canale bancario e l’impossibilità, per dimensioni, di accedere alla Borsa si traduce in una crescita della sete di credito da parte di quelle aziende sane, che hanno saputo sopravvivere alla crisi con modelli di business ristrutturati e/o nuovi”.

Sempre relativamente al comparto imprese, l’amministratore delegato ha anche voluto rassicurare sul fatto che la banca “continua a rafforzare i propri presidi di relazione con i clienti anche attraverso l’adozione di piattaforme tecnologiche e nuovi modelli di business intelligence che permettono di supportare direttamente le imprese che ricercano credito”.

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